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RikkiognoCi vogliono ore e ore per arrivare, manco se dovessi andare a faticarci. E i chilometri ti sfilano lenti lenti, tra fiumi di macchine e clacson appicicatari sfilano musiche che sfuggiscono a tipo lacertole dagli abitacoli quasi sigillati, quasi ma non del tutto, perché un poco poco si lascia aperti quel tanto che basta di finestriello, giusto per smerdiare il vicino di coda con il prezzo e la putenza dell'impianto a sei casce; ed il basso cafone te lo senti dentro al cazone che ti votta da sotto nella zona pallale e si impizza da sotto quasi a us'i crapetto, e ti viene un sospetto... Vuoi vedere che... Ma che vac a pensare! Vuoi vedere che... Alzo ancora il volume giusto per accovare con maleducazione, qualcheduno potesse pensare nientaniente che fossi piluscio, filoscio, fracelso?Ricchione. Ci vogliono giorni e giorni e giorni e giorni e mesi e tipo a medicine, e ci vogliono di sacrifici e diete e consigli da chi consiglia a quelli che in apparenza stanno già na guerra. Ti dicono che sanno tutto quello che devi e non devi, che puoti e non puoti pensare e mangiare, pensare e mangiare, come mi dovrei... come mi dovrei vestire: il mutando sgambato di sotto abbinato di colore, ribusciato casuale. Come si porta... come si porta il costume: mezzo corto, lunghissimo, un po' lasco (Attenzione che ti si arrotola sul mazzo!) Poi non basta il cellulare, lo stipendio buono, le referenze dell'amico di un amico che si porta e che si droga e che si assicura: "questo qui e' uno apposto, questo qui e' uno tuosto, è un amico mio" e se no si puo' acconciare il bicipite pezzotto, tatuaggio bicolore, fatto bene senza manco sbavature ("Bel colore!...ma che cazzo vai truvanno?") si e' vero e' un po' panzotto, sono stato un po' imprudente ma al paese, lo sapete, poi si offendono al rifiuto, se la pigliano assai male... e poi sono un poco puorco, tengo il vizio di mangiare; ma recupero, recupero (me lo ha detto l'istruttore, è tutta acqua da smaltire, regolare!) Ma le pacchere abbronzate, sopracciglio con l'ondaco, manco un pelo sopra al petto, mica come a quel cafone che fatica al magazzino e mi guarda un poco strano: si pensasse che mi allusco? Che mi fossi ammascuttiato? O che fossi nientemeno che gigiglio o putrello o cardano in un puleggio, che stura il mascatone, cavaliero del biscocco? Ricchione. Ci vogliono soldi e soldi e altri tipi di soldi, non solo liquidi e soldi e altri soldi spavezabili e soldi; sono soldi più anche tutto il resto per fare il colpolo sulle fimmini, quelle vere, non quelle da pezza, da pezza pezzotta che si accovano dietro la microfibra elastica ed il trucco alla buona con la vocca a pucchiacca. Ci vogliono soldi e soldi e soldi per quelle giovini (o che almeno lo sembrano) per fare schiattare di bella figura di amici ("ma amici... ma iat'affancul!") schiattate amici: guardate guardate e poi salutate se non saluto. Ma l'avete mai vista a una così? Ma l'avete mai vista una così alta? Ma l'avete mai vista una così coscia? Peccato che è maschia. Ma forse chi guarda mica se ne addona... Peccato che è maschia. "Ma non lo sapevo!" mi gioco la carta, mi trovo la scusa ma sto già mbriaco e perdo lo scuorno, mi scendo in piluotto da sotto un buttiglio di stupidiamienti, avviano ad uscire anche i sentimienti e la frase da morte col maschio travesta che pare una donno; chissà chi mi guarda, chissà mo che penzia, se emette sentenzia: assolto, bipescio, musdeno, sdraluscio, gingommo o testodisterone? Ricchione. | |